Frutta e verdura bio, a “chilometro zero”, via internet


Un’esperienza nata in Piemonte e che si sta diffondendo con la costruzione di una rede di aziende che forniscono solo i consumatori del loro territorio con i quali sono entrati in contatto attraverso il sito “Le verdure del mio orto”. Ne parliamo con Antonella Deledda, titolare dell’Azienda Agricola Biologica “Le spinose” a Magliano Sabina, referente dell’iniziativa per il Lazio

E’ possibile far coesistere la logica del prodotto alimentare a “chilometro 0” con quella della vendita tramite internet? A prima vista sembrerebbe proprio di no… non fosse che questa esperienza esiste ed è quella del sito “Le verdure del mio orto” http://www.leverduredelmioorto.it/, promosso 5-6 anni fa dai fratelli Ferraris dell’omonima azienda agricola in Provincia di Vercelli. Com’è possibile? Naturalmente, dietro il sito non c’è un’unica azienda che consegna i prodotti in tutta Italia, c’è invece il progetto di una rete di aziende che operano a livello locale e che sono coinvolte man mano che attraverso il sito si crea la domanda in aree diverse. Ne parliamo con Antonella Deledda, titolare dell’Azienda Agricola Biologica “Le spinose” http://www.lespinose.it/home.php, a Magliano Sabina (Ri) che sta prendendo parte a questa esperienza come referente del Lazio.

“Le verdure del mio orto” - spiega -  ha una peculiarità: non invita solo a compilare una lista della spesa, ma accompagna il visitatore nella costruzione di un orto virtuale, come fosse la persona stessa a doverlo preparare e gestire. Si deve indicare innanzi tutto la composizione del nucleo familiare dal quale dipende la dimensione dell’orto. Segue poi la  scelta del tipo di composizione della cassetta se solo verdure, verdure e frutta, ecc. Il passo successivo è la scelta dei singoli prodotti di stagione, fino alla compilazione di una scheda con i prodotti che devono essere consegnati settimanalmente.

Voi come siete entrati?

E’ successo che alcune persone di Roma hanno disegnato il loro orto virtuale e nel 2011 i gestori del sito ci hanno contattato per chiederci se eravamo interessati a diventare i referenti del progetto nel Lazio. Ed è così che, a partire dal primo nodo che è stato il Piemonte, si sta costruendo via via questa rete di aziende che rende possibile il “chilometro zero” via internet. L’ultima regione a entrare è stata la Toscana.

“Le verdure del mio orto” offre prodotti biologici, biodinamici e da lotta integrata. E voi?

Noi abbiamo la certificazione biologica e da qualche anno applichiamo le tecniche della biodinamica. La nostra fattoria produce quanto è necessario a nutrire i suoi abitanti e la sua terra. Dagli animali (bovini, ovini e pollame), che forniscono, oltre a carne, latte e uova, anche il concime per il suolo; all’orto; dalla vigna all’uliveto; dalle foraggere per alimentare gli animali al frutteto, e ai cereali per consumo sia umano sia animale. Nei primi anni ci accontentavamo di questo, ottenere l’autosufficienza alimentare con metodi il più possibile rispettosi dei cicli naturali.

Niente rapporti con il mercato?

Praticamente no. Quello che, almeno in parte, ci ha fatto cambiare prospettiva è stato l’applicazione delle tecniche della biodinamiche. Ne è derivato un miglioramento così evidente sia della qualità, sia della quantità che abbiamo cominciato anche a vendere, prima agli amici poi a chi veniva a trovarci in azienda. Ed è stato proprio in questa fase di passaggio che siamo stati contattati da “Le verdure del mio orto”. Così oggi facciamo solo vendita diretta, in azienda o con consegna a domicilio.

Quanti sono attualmente gli orti virtuali che gestite?

Sono una trentina, per nuclei familiari con le più diverse composizioni.

Quali sono i vantaggi per chi sceglie questa forma di acquisto?

Il primo è quello della qualità dei prodotti biodinamici, con in più che si tratta di verdura e frutta che quando sono consegnate sono state appena raccolte. Poi la varietà stagionale.

E il prezzo?

Il prezzo della cassetta settimanale va da un minimo di 16 euro per 3-4 chili, a un massimo di 32 euro per 11-12 chili. Ed è un prezzo forfettario per tutti i tipi di verdura e di frutta e che include il costo del servizio di consegna a domicilio la cui incidenza relativa è maggiore sulle cassette più piccole. Impossibile, dunque, fare confronti con i prezzi dei negozi o dei supermercati.
L’incidenza del servizio di consegna, però, ci spinge incoraggiare i nostri clienti ad aggregare la domanda fra vicini di casa, magari dello stesso condominio.

Sapere in anticipo gli ortaggi e la frutta che dovete consegnare ogni settimana, consente a voi agricoltori una programmazione delle varie produzioni, praticamente già vendute,  nel corso dell’anno…

Che in questo modo si possano programmare le produzioni in una certa misura è vero, ma i rischi e le incertezze tipiche dell’agricoltura restano tutti. Tanto più che nel nostro caso non è come in altre esperienze nelle quali il cliente paga le verdure del suo orto al momento di fare l’ordinazione annuale, quindi in anticipo. Al contrario nel nostro caso è possibile recedere dall’impegno di acquistare le verdure in qualsiasi momento con un preavviso di 48 ore.

Il rapporto con le persone passa solo attraverso il web?

No, quello è solo il punto di partenza con la costruzione dell’orto virtuale, poi i rapporti diventano diretti. Anche se ci sono persone che non ho mai visto in quattro anni e altre con cui sono i nati dei rapporti di amicizia anche attraverso incontri in azienda. In generale però sono molto colpita dalla qualità dei clienti de “Le verdure del mio orto” che va dalla bassissima incidenza delle insolvenze a un atteggiamento etico nei confronti della produzione e del consumo del cibo. Anziché a un grossista, vendere a questo tipo di persone è una fonte di grande soddisfazione e gratificazione.

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