Frascati, il bianco dei vulcani antichi


Originario dei Colli Albani, questo antico vino ha subito nel dopoguerra un periodo di forte svalutazione. Oggi i tempi sono cambiati, e le bottiglie in commercio lo dimostrano

Pochi altri vini possono vantare una storia profonda come quella del bianco Frascati. Legato a doppio filo con Roma, fu per secoli il vino prediletto di imperatori, papi, poeti e letterati, della nobiltà più in vista della capitale. Prende il nome da uno dei comuni dei famosi Castelli Romani, sui Colli Albani, dove la vite si presume fu introdotta ben tremila anni fa dagli Etruschi. Tutta l'area ha una chiara origine vulcanica ed è caratterizzata da morbide colline, un clima caldo e asciutto grazie a una costante ventilazione, terreni ricchi di potassio. Il buon nome del Frascati si è offuscato nel secondo dopoguerra quando il mercato fu invaso da vini che ne recavano il nome in etichetta ma che poco avevano a vedere con la percezione di qualità che resisteva da secoli. Osterie e ristoranti fecero di necessità virtù adeguandosi alla crescente richiesta di vini facili, popolari, dal prezzo irrisorio. Per decenni i "Castelli" hanno dissetato la voglia capitolina di vino a basso costo pagando con la svalutazione delle proprie denominazioni più tipiche. Oggi le dinamiche sono cambiate. Fiasche e dame, tipici contenitori dell'uso quotidiano, ancora occupano una vasta fetta del mercato. Il biologico sta lentamente conquistando un territorio dalle caratteristiche uniche.

Un vino e i suoi tre produttori bio

Come da tradizione il Frascati non si ottiene da una sola varietà di uve ma da un composito blend di cui fanno parte in percentuale variabile e decrescente malvasia bianca di Candia, malvasia puntinata (detta anche malvasia del Lazio), greco, bellone, bombino, trebbiano toscano e trebbiano giallo. Ai vini di pronta beva, più scarichi come gradazione alcolica e di maggior semplicità organolettica, viene dato il nome Frascati Doc mentre la più recente denominazione Frascati Superiore Docg è riservata alle etichette di maggior complessità e carattere. Proprio un'ampia tessitura aromatica, che va da ricordi di frutta a cenni più freschi e minerali, è la caratteristica del delizioso Frascati Superiore Abelos (9 euro) della famiglia De Sanctis, vignaioli dal taglio artigianale. La medesima filosofia produttiva è applicata da L'Olivella: il loro Frascati Superiore Racemo (8 euro) ha una rara finezza giocando sull'equilibrio delle componenti e su di un ampio olfatto. Casale Mattia ha il merito di aver introdotto accanto alla linea convenzionale un segmento bio in anni non sospetti: Il Frascati Terre Laviche (7 euro) gioca su un registro di gradevole immediatezza. Con il caldo estivo ha buon gioco anche la versione passita: il Frascati Cannellino Terre Laviche (9 euro) è leggero e fruttato, di dolcezza contenuta.

 

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