Perché le diete falliscono?


A cosa si dà la colpa quando non si riesce a dimagrire? Se lo sono chiesto recentemente i ricercatori di un istituto sanitario in Florida scoprendo che la maggioranza delle persone imputa il mancato dimagramento a una insufficiente attività fisica, a una scarsa qualità della dieta, al costo elevato delle abitudini sane e, infine, alla mancanza di tempo. Ma solo una persona su dieci ha individuato la causa nella componente emotiva legata alle scelte alimentari che, invece, è la ragione prevalente per la quale tutti mangiano troppo. Perciò, approfondire il legame affettivo con il cibo è il primo passo per affrontare i “problemi” di linea. Per riuscirci, i ricercatori danno questi tre consigli. Il primo è domandarsi se si è affamati prima di addentare uno snack. E se la risposta è no, andare a ricercare la radice del proprio comportamento. Il secondo suggerimento è quello di identificare gli alimenti che gratificano di più (spesso sono i più calorici) e scrivere quali ricordi piacevoli evocano o se è solo lo stress a farli scegliere. Il terzo prevede la compilazione di una diario alimentare nel quale annotare cibo e stati d’animo, allo scopo di individuare le eventuali “relazioni pericolose”.

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