Pane carasau, pratico alleato nella dieta


Preparato solo con semola di grano duro, acqua e sale, il pane carasau, chiamato anche carta da musica, è uno dei tanti regali gastronomici che ci arriva dalla Sardegna. La sua consistenza croccante e la sua leggerezza si prestano benissimo per accompagnare i pasti unici estivi a base di ortaggi come le classiche “insalatone”, magari condite con il cremoso yogurt. Inoltre, a differenza del pane fresco, si conserva a lungo ed è comodo anche da tenere in ufficio come piccola scorta. Dal punto di vista calorico, essendo il carasau un alimento secco è un po’ più più calorico del pane (più pesante per il contenuto d’acqua), specie se integrale: 30 g di carasau apportano quasi 100 calorie come circa 50 g di pane integrale. Tuttavia se sbriciolato sull’insalata – almeno io faccio così - ne bastano anche 15 g (50 calorie) per rendere il piatto decisamente più saziante e meno inpegnativo da digerire (specie se gli alimenti lievitati come il pane vi gonfiano un po’ la pancia). Ecco una piccola panoramica di ricette col carasau, tuttte buone anche se meno belle di questa fantastica “pizza” fotografata da dividere in due che apporta solo 200 calorie a persona!

1 COMMENTO

  1. Gentile Barbara,
    leggo quasi ogni giorno il suo blog e ne traggo sempre molti suggerimenti e sopratutto sostegno e coraggio.
    Ho due domande:
    questa si riferisce al post sul pane carasau.
    Lo consumo spesso, anche perche’ vivo in Sardegna, e preferisco la versione con il lievito madre e la semola macinata a freddo che lo rendono piu’ buono e anche piu’ leggero. Domanda: il fatto che il lievito sembri assente dipende dalla tostatura del pane?
    Seconda domanda che mi e’ venuta ieri leggendo il post sulla colazione femminile.
    Nella granola o il musli quando la preparo in casa, seguendo la ricetta che c’e’ anche nel sito, metto i fiocchi di avena. Ho letto (non riesco a ricordarmi dove)che perdono proprieta’ benefiche con il calore del forno.
    E’ vero?
    La ringrazio e le auguro buona estate.
    Maria Bonaria

    • Gentile Maria Bonaria, mi fa davvero piacere che segua il blog e la ringrazio. Dunque, riguardo al carasau credo proprio che abbia ragione, la lievitazione viene “bloccata” dalla speciale cottura e dallo spessore del pane. Peraltro, in un impasto di acqua e farina una leggera fermentazione dopo un po’ di tempo avviene sempre anche quando non si aggiunge il lievito. Infatti, a chi è intollerante al lievito si consiglia di prepararsi, ad esempio, delle crespelle impastandole e cuocendole subito in uno stato sottile, proprio per bloccarne la fermentazione. Riguardo, infine, all’avena, credo che lei si riferisca all’avenina un composto dall’azione tonica che non sopporta le alte temperature delle cotture. Per questa ragione c’è chi consiglia di consumare i fiocchi di avena (integrali, mi raccomando) al naturale o solo leggermente scottati.
      Le auguro anch’io una ottima estate!

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