Olio contraffatto? Scopriamolo con il Dna


Orgoglio nazionale e uno dei simboli della stile mediterraneo e del mangiare sano, l’olio extravergine di oliva è, grazie alla sua popolarità, anche uno degli alimenti più presi di mira dai sofisticatori alimentari. Solo in Italia, nel 2015 su tremila controlli effettuati dai Nas (i Nuclei antisofisticazione e sanità dei Carabinieri) ben il 30 per cento degli oli è risultato non conforme. Per fortuna oggi si aggiunge un nuovo strumento per identificare gli oli di scadente qualità, spesso ottenuti da miscele di oli di provenienze oscure, che però in etichetta vengono spacciati per extravergine. Nei laboratori del Parco Tecnologico di Lodi addirittura è diventato possibile tracciare il Dna dell’olio, risalendo così alle singole cultivar da cui deriva e avere tutte le informazioni sull'origine del prodotto. Oltre a proteggerci dai truffatori, questa analisi può anche diventare una garanzia di qualità per i produttori onesti. Il Parco Tecnologico, a seguito dell’analisi, può infatti rilasciare il marchio di qualità “Dna Controllato” da applicare agli oli certificati.

Nell’attesa di scoprire questo nuovo marchio sulle bottiglie, ecco qualche modo sfizioso per aromatizzare l’olio extravergine che abbiamo in casa…

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