Cinquantenni più positivi col colesterolo a posto


Esiste un legame tra ottimismo e grassi nel sangue? Sembrerebbe proprio di sì secondo i risultati di uno studio recentemente pubblicato sull’American Journal of Cardiology. I ricercatori di Harvard hanno esaminato la possibile relazione tra un atteggiamento prevalentemente ottimista e i valori di colesterolo totale, del colesterolo cosiddetto buono (hdl) e di quello cattivo (ldl) e dei trigliceridi. I partecipanti testati sono stati circa un migliaio con un’età media di 55 anni. La parte psicologica è stata valutata attraverso la compilazione di specifici test mentre campioni di sangue a digiuno sono stati usati per esaminare i livelli di lipidi nel siero. I risultati hanno indicato che le persone più ottimiste avevano buoni livelli del colesterolo buono e bassi livelli di trigliceridi, mentre non sono state trovate associazioni tra ottimismo e colesterolo totale o col colesterolo cattivo. Se questi risultati sono in parte spiegabili in quanto le persone più felici seguono dei modelli di vita più salutari e hanno un peso corretto, dall’altra si ipotizza che l’influenza esercitata dai “grassi buoni” porti l'organismo a una maggiore resistenza ai fattori infiammatori. Con una maggiore condizione di benessere generale.

A conclusione, ecco allora una bella ricetta “antinfiammatoria”, ovvero un’insalata di pesce e ortaggi ricca di antiossidanti, vitamine, fibre e omega-3, tutte sostanze utili per sostanze migliorare i livelli di colesterolo buono (e ridurre il cattivo, naturalmente).

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