E’ arrivato Organic 3.0


Ifoam ha chiamato così la nuova fase che, secondo la Federazione, si si è aperta davanti al movimento per l’agricoltura biologica nel mondo

1,9 milioni di agricoltori biologici certificati, 164 paesi con 37,5 milioni di ettari e un mercato globale di cibi biologici di 63,8 miliardi di dollari Usa: questi alcuni dei numeri che hanno circolato nel corso dell’ultima edizione di Biofach, la venticinquesima. La presentazione più ampia e sistematica dei numeri del biologico, però, si trova nella quindicesima edizione de volume “The World of Organic Agriculture” http://www.organic-world.net/yearbook-2014.html?&L=0#c10016, realizzato dal FiBL, l’istituto di ricerca  internazionale per l’agricoltura biologica con sede in Svizzera, e presentato appunto a BioFach.
Ifoam, l’organizzazione che a livello mondiale riunisce tutte le associazioni e gli organismi che si occupano di biologico, non si è limitata a constatare che le cose vanno bene. “I trend globali dell’agricoltura biologica restano positivi – ha scritto, infatti, in un comunicato stampa - ma le ambizioni del movimento vanno molto al di là dell’attuale situazione”.
“Organic 1.0 – prosegue il comunicato - è stata la fondazione del biologico, realizzata da pionieri con diversi retroterra. Gli ultimi decenni (Organi 2.0) hanno visto uno sviluppo impressionante dell’agricoltura biologica con la realizzazione delle regole per la certificazione e una grande espansione commerciale. Resta il fatto, però, che la produzione globale di cibo è molto lontana dall’essere sostenibile: povertà, ingiustizia sociale e fame prevalgono in molte aree rurali. Gli agricoltori – nonostante il 2014 sia per l’Onu l’anno dell’agricoltura familiare – non sono valorizzati. Inoltre l’agricoltura convenzionale contribuisce in modo significativo ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità sul pianeta. Per questo il lancio di Organic 3.0 a Biofach 2014, con il proposito di costruire una nuova strategia per questa fase del movimento biologico, è stato più che opportuno”.
Ma cosa vuol dire Organic 3.0? “Il movimento – dice Markus Arbenz, direttore esecutivo dell'IFOAM – ha di fronte diversi problemi da affrontare come la nutrizione e la salute dell’umanità, la conservazione del suolo e delle acque, il libero accesso ai semi, la proprietà della terra, il benessere animale, e dovrà lavorare per il riconoscimento dei costi reali della produzione del cibo e contro i sussidi dagli effetti perversi. Olismo, l’integrità del sistema e le persone – soprattutto le persone svantaggiate delle aree rurale – sono al centro di Organic 3.0”. Noi – continua Abenz - promuoviamo la sostenibilità dell’agricoltura familiare su piccola scala e in questo modo vogliamo affrontare le sfide globali del nostro tempo, in particolare la povertà, la fame, la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici. Molto è già stato fatto. E’ già evidente che l’agricoltura biologica ha avuto molti e diversi effetti positivi, ecologici e sociali. Ma siamo ancora lontani dall’obiettivo globale di un’agricoltura e di un’economia alimentare sostenibili. Con Organic 3.0 ci prepariamo a prendere importanti iniziative per avere un impatto ancora più grande. Per questo ci impegneremo a diffondere le soluzioni offerte dall’agricoltura biologica in tutto il mondo. Noi cerchiamo anche nuove idee e alleanze con persone che portano avanti obiettivi simili partendo da una diversa prospettiva. Esempi sono Fair Trade, Slow Food, varie iniziative di piccoli agricoltori o i sostenitori dell’orticoltura urbana. Agricoltura biologica non certificata per sostenere i bisogni delle famiglie, sistemi di garanzia partecipata per il commercio locale, agricoltura urbana e acquacoltura sono modi aggiuntivi e importanti per diffondere l’agricoltura biologica su larga scala nella società”.
Insomma, par di capire, Organic 3.0 rappresenta un rilancio della vocazione del movimento a proporre l’agricoltura biologica non solo come metodo di coltivazione, ma anche come modello alternativo – dal punto di vista sociale, ecologico ed economico – di produrre cibo per tutti.

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