Dalle piantagioni di coca alla coltivazione di cacao biologico in Perù


Il passaggio dalla coltivazione delle foglie di coca a quella delle fave di cacao sta avvenendo con l’impegno delle cooperative di contadini, delle istituzioni peruviane e il contributo di due aziende cioccolatiere italiane che importano il cacao, lo trasformano in cioccolato e lo commercializzano

Icam, storica azienda cioccolatiera di Lecco, e Otto Chocolates, giovane e dinamica impresa genovese specializzata nella produzione di cioccolato certificato biologico e Fairtrade, hanno animato oggi, in Expo Milano 2015 presso la Cascina Triulza, il terzo incontro dedicato a cacao e sostenibilità. Ne riferisce un articolo nel sito della Fondazione Cascina Triulza
Tema del dibattito: lo straordinario sforzo compiuto dal Perù per favorire la trasformazione delle piantagioni di coca, di cui il paese è uno dei principali produttori al mondo, in coltivazioni di cacao.
Un impegno rigoroso portato avanti dalle istituzioni peruviane insieme alle cooperative locali di contadini, e il cui successo è garantito anche dal sostegno assiduo di clienti responsabili e coinvolti come Icam e Otto.
Come ha illustrato Amora Carbajal Schumacher, direttrice generale dell’Ufficio per il Commercio Estero del Perù, la produzione di cacao è una delle principali attività agricole del paese, fonte di reddito per oltre 37.000 famiglie. La produzione nazionale di cacao supera ormai le 71.000 tonnellate e le coltivazioni si estendono per 104.000 ettari, per la maggior parte concentrate nella parte bassa del versante orientale delle Ande, tra i 200 e i 900 metri sul livello del mare. Queste superfici crescono ogni anno grazie al minuzioso lavoro sul territorio, svolto dalle organizzazioni governative insieme alle cooperative per convincere i contadini peruviani a cambiare tipo di coltivazione e di vita.
«Da sempre i Paesi europei sono i principali consumatori di cacao – ha commentato Amora Carbajal Schumacher - e l’Italia è per il Perù un mercato in continua espansione. In particolare il cacao biologico rappresenta per noi una vera e propria best practice, in cui si uniscono buone pratiche agricole e profitto economico. Il particolare dinamismo del mercato del cacao biologico nel 2014 ha portato a una crescita dell’80%, mentre il 27% circa del nostro cacao è prodotto proprio da cooperative agricole".

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