Critiche dal mondo del biologico al nuovo Regolamento sugli Ogm approvato dal Parlamento europeo


Bene la possibilità per i singoli stati di vietare la coltivazione di Ogm. Ma restano troppi aspetti negativi, tra cui i limiti posti all’obbligo di etichettare i prodotti Ogm, le ambiguità sulla possibilità di vietarne la coltivazione per ragioni ambientali, l’assenza dell’obbligo di adottare misure di tutela per l’agricoltura non Ogm dove questa sarà consentita

Il voto del Parlamento europeo sugli Ogm del 13 gennaio, "nonostante le innegabili ricadute positive, rischia di essere un regalo alle multinazionali del biotech che mirano a tenere in ostaggio la sovranità alimentare. Allo stesso tempo, ponendo limiti all’obbligo di etichettatura, si ignora la volontà di gran parte dei cittadini che, a più riprese, hanno detto ‘no’ agli OGM”. Esordisce così un comunicato stampa
firmato dalle tre principali associazioni del biologico, AIAB, FederBio e  Associazione Agricoltura Biodinamica.

“Per alcuni Paesi europei questo voto può rappresentare senz’altro un passo avanti. Gli Stati sono un po’ più liberi di decidere ed esiste un nuovo modello per il resto del mondo. Per un paese come l’Italia, però, che ha nell’agricoltura biologica e di qualità un fiore all’occhiello della produzione, si tratta di un pericoloso arretramento. Ulteriore elemento di debolezza, come sottolinea anche IFOAM UE, è che i paesi che non opteranno per il divieto, non sono obbligati a prendere misure di tutela verso l’agricoltura non transgenica”.
Secondo le tre associazioni, la versione approvata oggi contiene troppe ambiguità e vaghezze sull’introduzione delle ragioni ambientali invocabili da ogni Stato per sostenere il divieto di coltivare prodotti transgenici.
 “Lo Stato non potrà appellarsi a ragioni ambientali per vietare gli Ogm ma solo a ragioni socio-economiche. Un modo per rendere giuridicamente deboli i singoli paesi e per lasciare un pericoloso spazio di contestazione alle multinazionali che acquisiscono, così, un grande potere.
Inoltre, la possibilità che l’etichettatura obbligatoria sia considerata un ostacolo alla libera circolazione delle merci diventa, con il testo approvato, un pericolo reale che mette a rischio il diritto dei consumatori a essere correttamente informati“
In questo quadro la richiesta delle tre associazioni a chi oggi grida vittoria per questo compromesso, è un impegno immediato a blindare a tempo indeterminato l’agricoltura sana dall’inquinamento OGM.

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