Cresciute del 50% in cinque anni le “mense biologiche”


Un ulteriore incremento potrebbe derivare dall’approvazione di un emendamento a un Decreto legge in discussione alla Camera che prevede l’obbligo di un’adeguata quota di prodotti biologici nei menu delle scuole

I dati di una recente ricerca Nomisma/Pentapolis confermano la crescita del consumo di cibi biologici nelle scuole italiane: le mense “sostenibili” in cinque anni sono aumentate del 50% e sono oggi circa 1200, concentrate soprattutto nelle regioni settentrionali del Paese. Sono quasi 1,2 milioni i pasti bio consumati annualmente. I menu scolastici propongono prodotti biologici (81%), a denominazione di origine protetta (67%), tipici del territorio (40%), equo-solidali (33%) e il 69% delle mense scolastiche usa l’acqua del rubinetto. La situazione dovrebbe migliorare ulteriormente – secondo quanto riferisce un articolo comparso su Green Report - se sarà approvato definitivamente l’emendamento al Decreto legge 104/2013 “Misure in materia di istruzione, università e ricerca” presentato dai deputati  Colomba Mongiello e Ermete Realacci. L’emendamento prevede, infatti, che il cibo di qualità e i prodotti della dieta mediterranea dovranno essere inseriti nei menu delle scuole italiane, dagli asili nido alle superiori, e a fornirli saranno le aziende tradizionali e biologiche del territorio. La prescrizione vale per tutte le strutture pubbliche che abbiano come utenti bambini e giovani fino a diciotto anni di età e prevede per i “soggetti appaltanti” l’obbligo di prevedere un’adeguata quota di prodotti agricoli e agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corta e biologica, e una riserva di punteggio per le offerte di servizi e forniture rispondenti al modello nutrizionale denominato «dieta mediterranea».

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