Cosmetici e prodotti per l’igiene: davvero naturali?


Basta dare un’occhiata allo scaffale dei cosmetici per verificare che, anche nei supermercati, su barattoli e flaconi la parola d’ordine è “naturale”

Basta dare un’occhiata allo scaffale dei cosmetici per verificare che, anche nei supermercati, su barattoli e flaconi la parola d’ordine è “naturale”. I colori tenui delle confezioni vogliono sottolineare l’idea di purezza: azzurro, verde, bianco. Ogni produttore si sente in diritto di usare definizioni relative alla naturalità, fino ad arrivare al paradossale “con ingredienti naturali”, sottintendendo che, altrimenti, sarebbero tutto pura chimica al 100%!
A differenza di quanto accade nell’alimentare, non esistono ancora regolamenti europei che definiscano con precisione che cosa sia un cosmetico “naturale” o “biologico”. Diversi enti certificatori, come il CCPB, consorzio Il Biologico, hanno definito disciplinari e marchi da apporre sulle confezioni dei prodotti delle aziende assoggettate.
Il più antico e diffuso di questi marchi è quello di Natrue, che però non è proprietà di un ente certificatore ma di un’associazione di produttori. Natrue è infatti l’Associazione internazionale per la cosmesi naturale e biologica, fondata nel 2007, con sede a Bruxelles. I soci sono 50 aziende di 20 diverse nazioni, per un totale di 200 marchi e 4800 prodotti, dei quali molti noti e diffusi anche in Italia. Tra questi, alcuni storici come Weleda, Dr. Hauschka, Lavera, e poi Naturativ, Cosnature, Fair Squared.
L’associazione ha definito tre livelli di “naturalità crescente” corrispondenti a 3 definizioni, specificate nel disciplinare periodicamente aggiornato, e che ritroviamo sulle etichette.
Se è indicato COSMETICI NATURALI significa che nel prodotto non si possono usare tutta una serie di sostanze, come i profumi natural-identici (cioè le forme sintetiche di profumi naturali) e che la componente naturale deve coprire una percentuale definita del totale, che cambia a seconda del tipo di prodotto. Per esempio, se si tratta di oli, il 90% dev’essere naturale, mentre per le emulsioni per la pelle è il 10%.
Se è scritto COSMETICI NATURALI CON COMPONENTI BIOLOGICI, il 70% degli ingredienti naturali deve essere biologica certificata, e per alcuni prodotti la percentuale di componenti naturale cresce (nell’esempio delle emulsioni si sale al 15%).

Il livello più alto è quello dei COSMETICI BIOLOGICI, dove gli ingredienti naturali devono essere come minimo per il 95% certificati bio, e la loro percentuale sale ancora (nel caso dell’emulsione si arriva al 20%).

In pratica, passando da una categoria all’altra aumenta la parte di ingredienti naturali, che devono essere certificati bio in percentuale crescente. Inoltre, per poter mettere il “bollino” Natrue su un prodotto, le aziende devono seguire il disciplinare per almeno il 75% della linea, proprio per evitare che solo una piccola parte della produzione sia classificata come naturale o bio e il resto no.
Il marchio Natrue e la definizione che lo accompagna sono dunque un modo per riconoscere con un colpo d’occhio un cosmetico realizzato con una “ricetta” definita e controllata per quanto riguarda la naturalità. È un marchio privato, naturalmente, non deriva da norme di legge, ma può essere un aiuto per chi cerca natura e biologico in cosmesi e non si accontenta di prodotti… “con ingredienti naturali”!

 

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