E’ confermato: i neonicotinoidi sono nemici delle api


Si tratta di una classe di insetticidi ampiamente usati in agricoltura di cui da tempo le associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica chiedono il bando per i danni che arrecano alle popolazioni di api, sia domestiche sia selvatiche. Ora due nuove ricerche pubblicate dalla rivista Scienze confermano la loro pericolosità

La capacità riproduttiva e la sopravvivenza delle api sono effettivamente messe a grave rischio dai neonicotinoidi, una classe di insetticidi ampiamente diffusi per la protezione dai parassiti di importanti colture. E’ quanto si legge in un articolo di Le Scienze (versione italiana della rivista Science)  L'entità del danno però appare correlata anche ad altri fattori ambientali legati allo specifico contesto locale.

A confermare quello che finora era solo un sospetto sono stati i primi due studi su larga scala effettuati da due gruppi di ricerca che firmano altrettanti articoli su "Science".

Gli studi precedenti, di tipo sperimentale e condotti su piccola scala, non erano infatti riusciti a dissipare alcuni dubbi; per esempio che all'impatto negativo sulle api concorressero in misura determinante altri fattori, a partire dal cambiamento climatico, o che le api fossero state esposte a livelli di neonicotinoidi che in realtà difficilmente si rilevano nella pratica agricola.
Nel primo studio, del britannico Natural Environment Research Council, e colleghi hanno monitorato l'impatto delle sostanze su una specie di ape domestica (Apis mellifera), su una specie selvatica (Osmia bicornis) e sui bombi (Bombus terrestris) che vivevano in prossimità di campi di colza trattati con neonicotinoidi, distribuiti in varie località delle tre nazioni (Regno Unito, Germania, Ungheria).

In tutti i casi le sostanze hanno influito negativamente sul successo riproduttivo delle api e di bombi, che è apparso ridotto. Inoltre in Regno Unito e Ungheria, ma non in Germania, si è registrato un aumento delle api e dei bombi che non sono riuscite a superare l'inverno. Secondo gli autori, questo non sarebbe dovuto ai livelli direttamente letali di neonicotinoidi, ma all'indebolimento della capacità di risposta di api e bombi ad altri fattori locali, a partire dall'uso di altri pesticidi in campi non molto distanti da quelli studiati, presenti in Regno Unito ma non in Germania.

Nel secondo studio, Nadejda Tsvetkov, della canadese York University, e colleghi, hanno studiato un'area agricola del Canada. In questo modo gli scienziati hanno scoperto che le api operaie esposte a neonicotinoidi hanno un'aspettativa di vita minore rispetto alle altre, e che nelle colonie più esposte aumenta la probabilità della morte della regina. Inoltre hanno osservato che i neonicotinoidi hanno un'azione particolarmente negativa quando nei campi è presente anche un diffuso fungicida.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here