Indivia riccia, scarola, belga e cicoria catalogna: quattro ortaggi dal sapore piacevolmente amarognolo con cui preparare insalate stuzzicanti ma anche piatti dai sapori inconsueti

5 ricette con le insalate amare: Tortini di lenticchie e indivia belga - Scarola imbottita - Zuppa di scarola e cime di finocchio - Focaccia con catalogna all'arrabbiata - Cicoria al forno con pangrattato dorato

Cominciamo subito con il dire che l’indivia belga non è un’indivia ma una cicoria, così come lo è la catalogna da cui si ricavano le puntar elle, uno dei piatti più noti e semplici della cucina romana. Riccia e scarola sono, invece, indivie “veraci”, caratterizzate l’una da foglie crespate e molto frastagliate e l’altra da larghe foglie ondulate con margini leggermente dentellati. Tutte e due hanno un cuore tenero e bianco protetto da una folta corona di foglie via via più verdi: queste di solito si fanno cuocere, mentre le bianche sono ottime crude in pinzimonio o in insalata. Sia le indivie sia le cicorie, ortaggi presenti dall’estate molto tarda all’inizio della primavera, hanno un caratteristico gusto amarognolo, che le fa sposare perfettamente con sapori forti come quelli di aglio, alici e capperi ma anche con il dolce dell’uva passa e dei fichi. Apprezzate in tutta Italia, lo sono in modo particolare nel meridione dove esistono molte ricette che le propongono da sole o in compagnia, imbottite o appena “strascinate” in padelle, in minestra o come succulento ripieno per pizze dal gusto particolare.

L'invenzione della belga

L’indivia belga è una cicoria “inventata” nel secolo scorso da un contadino belga, il quale si accorse che da alcune radici di cicoria selvatica dimenticate in una cantina buia erano nati dei lunghi germogli con foglie biancastre. Le assaggiò, gli piacquero e così cominciò a coltivarle.
In verità la belga non è particolarmente saporita, ma le sue foglie concave sono ottimi contenitori e rendono più fresco il contenuto: provatele con un’insalatina di bianchetti conditi con olio, pepe e limone, o con del gorgonzola mescolato a noci e mascarpone.

Le “puntarelle”

Le famose “puntarelle” romane sono in realtà i germogli giovani della parte più interna del cespo di alcuni tipi di cicoria catalogna come “l’abruzzese” dalle foglie frastagliate, quella “asparago” con foglie lunghe e strette e quella di “Galatina” con steli gonfi a pigna. Per ottenere le puntarelle i germogli vanno però preparati in modo particolare. Dopo averli tagliati per il lungo in striscioline sottili di una quindicina di centimetri, dovrete lasciarli a bagno in acqua fredda per un’oretta: come per incanto le striscioline si arrotoleranno su se stesse e voi avrete la vostra insalata, tenera, croccante e leggermente amarognola.
Gli altri tipi di catalogna, detti da cespo, di cui si utilizzano anche le foglie, vanno sempre lessati e poi conditi con olio e limone o saltati in padella con aglio, olio e peperoncino o uniti a pasta, riso, orzo per ottimi minestroni.

Ecco alcune ricette le vedono protagoniste queste insalate amare.

Tortini di lenticchie e indivia belga
Difficoltà: Difficile
Preparazione: 45 minuti
Cottura: 45 minuti
Ricetta di Giuseppe Capano

Scarola imbottita
Difficoltà: Facile
Preparazione: 15 minuti
Cottura: 20 minuti
Ricetta di Barbara Toselli

Zuppa di scarola e cime di finocchio
Difficoltà: Media
Preparazione: 40 minuti
Cottura: 70 minuti
Ricetta di Paolo Pancotti

Focaccia con catalogna all'arrabbiata
Difficoltà: Facile
Preparazione: 15 minuti
Cottura: 40 minuti
Ricetta di Grazia Balducci

Cicoria al forno con pangrattato dorato
Difficoltà: Facile
Preparazione: 10 minuti
Cottura: 30 minuti
Ricetta di Fiona Hunter

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