Cibo e tumori, verità in 6 domande


Nella prevenzione come nella cura di molti tumori, alimentazione e stile di vita giocano un ruolo importante. Ecco che cosa consigliano gli esperti della Fondazione IRCCS Istituto Tumori di Milano

Quali sono le novità, o le conferme, nelle indicazioni da seguire per mantenersi in buona salute e prevenire, per quanto possibile, molte forme tumorali? A questa importante domanda hanno cercato di rispondere diversi operatori, tra medici e nutrizionisti, dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano in una tavola rotonda svoltasi nel luglio scorso. Si è parlato del Codice europeo contro il cancro, redatto per la prima volta nel 1987 per iniziativa della Commissione europea e periodicamente aggiornato alla luce delle nuove conoscenze scientifiche. Molti dei consigli che gli operatori danno ogni giorno ai pazienti oncologici per prevenire le recidive della malattia sarebbero utili a tutti noi per ammalarci meno di molte forme tumorali e non solo, in quanto è stato evidenziato che con lo stesso stile di vita è possibile ridurre la comparsa anche di altre malattie degenerative, tra cui il diabete tipo 2, le malattie cardiovascolari, alcune forme di demenza senile.

Quanto è importante il peso per la salute?

Raggiungere, e soprattutto mantenere, un peso corretto è un importantissimo investimento in salute. Il sovrappeso, e a maggior ragione l’obesità, sono fattori di rischio per tumori in varie sedi, tra cui mammella, endometrio, prostata e colon. Quale differenza c’è tra sovrappeso e obesità? Ognuno di noi può calcolare il suo IMC, Indice di Massa Corporea. Si procede dividendo il nostro peso in chili per l’altezza, espressa in metri ed elevata al quadrato - IMC = peso in Kg : (h in metri)2 -. Se il numero che risulta è compreso tra 19 e 25 il peso è accettabile, tra 25 e 30 parliamo di sovrappeso e, oltre 30, di obesità. Ma quale tipo di obesità è più pericolosa? Dal punto di vista della salute dovrebbe preoccuparci meno la cellulite e molto di più l’obesità addominale: l’aumento del giro vita, infatti, si traduce in aumento del grasso a livello del fegato, resistenza all’azione dell’insulina, aumento di fattori infiammatori che non sono cancerogeni di per sé ma aiutano il proliferare di eventuali cellule cancerogene presenti.

Quanto dobbiamo muoverci?

Sii fisicamente attivo, raccomanda il Codice, anche per mantenere il peso salutare: la sedentarietà è forse il peggiore errore nel nostro stile di vita attuale. Meglio mangiare qualcosa in più muovendosi ogni giorno che fare grandi restrizioni sul cibo rimanendo sedentari. Dobbiamo quindi andare tutti in palestra? Non è necessario e soprattutto è inutile concentrare l’attività fisica in un solo giorno a settimana. Fare sport è divertente e aiuta a stare in compagnia ma dal punto di vista della salute occorre mezz’ora di attività fisica moderata ma quotidiana. Tutti dovremmo camminare, fare le scale, andare in bicicletta, evitando in ogni modo la sedentarietà. Il resto è in più. Anche un’attività fisica frazionata nel corso della giornata può funzionare? Probabilmente sì, anche due camminate a passo veloce di 15 minuti, non meno, possono funzionare nel lungo periodo, se praticate quotidianamente. Ogni occasione deve essere colta per alzarsi dalla sedia, anche i semplici lavori domestici, come lavare i pavimenti, i vetri, curare il giardino, sono molto importanti per mantenere attivo il nostro organismo. Questo, ovviamente, è utile anche per preservare la salute di ossa e muscoli.

È vero che mangiare poco allunga la vita?

Come sempre si parla di corretto stile alimentare quotidiano, in cui le eccezioni per il giorno di festa sono previste. Occorre imparare ad acquistare e cucinare cibi sani e semplici, senza farsi conquistare dalle molte seduzioni del mercato alimentare. Intanto, come si è già detto, bisogna mangiare meno. Diversi studi eseguiti su ratti e scimmie evidenziano che una dieta equilibrata ma con il 30% di calorie in meno allunga la vita. Ancora non sono chiare le ragioni, ma le cellule invecchiano più lentamente con una restrizione calorica moderata.

Qual è il menu ideale per stare bene?

Un primo consiglio è non farsi mancare cereali integrali e legumi, ricchi di fibre. Indubbiamente le fibre svolgono un ruolo importante nella prevenzione dei tumori (e non solo!) in quanto aiutano a sentirsi più sazi e quindi a mangiare meno, riducono l’indice glicemico dei cibi e di conseguenza lo stimolo a produrre insulina, evitano la stitichezza e quindi il contatto prolungato di potenziali sostanze cancerogene con la mucosa intestinale. La dieta quotidiana dovrebbe quindi basarsi su cereali integrali, verdure, legumi, frutta fresca e semi oleosi, insieme a modeste quantità di cibi di origine animale, come il pesce.

Quali cibi sono da evitare?

Il Codice europeo contro il cancro suggerisce di limitare tutti i cibi ad alta densità calorica, ricchi di zuccheri e grassi saturi, come snack dolci e salati, ad esempio, ed evitare completamente le bibite zuccherate. Allo stesso modo consiglia di ridurre le carni rosse e di evitare quelle conservate con sali di nitriti per il maggior rischio di cancro allo stomaco. Per quanto riguarda il latte vaccino e suoi prodotti, secondo gli esperti dell’Istituto dei tumori un loro eccesso potrebbe aumentare i livelli nel sangue di sostanze come l’IGF-I, una molecola che aiuta tutte le cellule a crescere, specialmente quelle tumorali. La prudenza suggerisce quindi di ridurre le quantità di latte e derivati evitandone il consumo quotidiano, dando la preferenza allo yogurt bianco naturale. A colazione, per esempio, il latte vaccino andrebbe alternato con altre bevande di origine vegetale o tè o orzo. Inoltre, anche una dieta troppo ricca di proteine, in particolare quelle animali, potrebbe aumentare l’IGF-I, quindi attenzione alle diete iperproteiche. Gli esperti della tavola rotonda di luglio hanno precisato infine che è possibile, e spesso consigliabile, consumare alimenti naturali a base di soia, sempre alternandoli ai nostri legumi: variare è molto importante per stare bene.

Ma un bicchiere di vino...?

Oltre al danno diretto dell’alcool nei confronti di fegato, apparato digerente e cervello, gli studi sul cancro della mammella dimostrano che le bevande alcoliche in eccesso influenzano la comparsa e la recidiva della malattia. Ma quanto vino si può bere al giorno? Le raccomandazioni internazionali riportano non più di due bicchieri da 125 ml per l’uomo e non più di uno per la donna, soprattutto perché il suo effetto negativo si può sommare ad altri fattori di rischio come il fumo o certi farmaci. Il Codice europeo ricorda però che per prevenire i tumori non è consigliabile bere alcolici.

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