Chi scriverà la tua poesia?


Venerdì scorso, 16 marzo, verso mezzogiorno, Gino Girolomoni, padre del biologico italiano, è rimasto vittima di un infarto. La notizia è subito corsa tra chi lo conosceva, come me, da tanti anni: ammetto che ho letto più volte la mail che per prima è girata nel mondo del bio, non potevo crederci. Avevo sentito Gino al telefono, positivo come sempre, solo un paio di giorni prima

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Venerdì scorso, 16 marzo, verso mezzogiorno, Gino Girolomoni, padre del biologico italiano, è rimasto vittima di un infarto. La notizia è subito corsa tra chi lo conosceva, come me, da tanti anni: ammetto che ho letto più volte la mail che per prima è girata nel mondo del bio, non potevo crederci. Avevo sentito Gino al telefono, positivo come sempre, solo un paio di giorni prima.
Ho passato questo fine settimana ad accarezzare il mio ricordo delle tante cose fatte insieme, a partire dall’articolo per il settimanale il Salvagente, 18 anni fa, sugli assurdi sequestri della pasta integrale, che lui, per perorare la causa dei pastificatori biologici, portò a Roma nelle stanze del potere. Le tante edizioni di BioEuropa, la giornata con i protagonisti del biologico che organizzava ogni anno, un’occasione anche per passare qualche ora serena su, al Monastero di Montebello. I 5 anni in cui ho diretto il periodico Mediterraneo, editato dall’Associazione mediterranea agricoltura biologica, di cui lui era presidente. Mediterraneo si concludeva sempre con un testo poetico, che Gino scriveva e dedicava a una persona di valore che aveva lasciato questo mondo. Ecco, il mio primo pensiero, quando ho accettato l’idea che se ne fosse davvero andato, è stato: “Chi scriverà la poesia per lui?”.

 

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Ignazio Cirronis, Presidente UPBIO:
"Con la perdita di Gino Girolomoni se ne va un produttore biologico che ha provato in tutti i modi a fare qualcosa per i produttori biologici. E' stata una persona con forte volontà e con sani ideali ancorati nell'amore per la terra e per le persone; lo abbiamo amato e anche criticato; per questo è un aperdita immensa. Riflettiamo sulla diversità di caratteri, di idee e di azioni che ci caratterizzano; ma si fa tanta fatica ad accettare tra di noi biologi.
Un ultimo saluto a Gino da tutti i produttori biologici nostri associati".

Laura Segalini:
"Mi sento di lasciare un pensiero/preghiera per Sig. Girolomoni, in quanto ho avuto il piacere di lavorare a contatto con i suoi dipendenti e la sua azienda, letto la sua rivista e visto girovagare al Sana di Bologna. Ho conosciuto quest'uomo solo attraverso i suoi scritti, purtroppo mai di persona, ma ho comunque coltivato un grande rispetto nei suoi confronti e sono dispiaciuta della sua scomparsa. Lo ricorderò con piacere, soprattutto perché persone così stanno ad una ad una scomparendo e creano una gran nostalgia di valori, etica, professionalità, cultura, in un futuro sempre più incerto e disastroso".

Paolo Carnemolla, FederBio:
"Gino Girolomoni è stato un pioniere e uno degli animatori di quello che è poi diventato un settore economico importante, in anni ormai lontani di battaglie anche civili e culturali. La sua è del resto una storia comune a tanti, figli di un'epoca giovanile assai viva sul piano ideale e con una spinta a immaginare un futuro diverso, in contrapposizione con un modello di sviluppo dominante. Come spesso accade a persone geniali e ai pionieri quando poi l'esito delle loro battaglie genera economia vera, legislazione e sistemi organizzati iniziano le contraddizioni e le difficoltà, non sempre si riesce a rimanere protagonisti di un intero movimento, diventato settore economico, e a essere l'esempio e la guida che si è stati quando la meta da raggiungere era lontana. Negli ultimi anni Gino ha di fatto rinunciato anche all'impegno associativo, il mio ultimo ricordo risale a presenze rare e di fatto mute nel Comitato consultivo nazionale bio presso il Ministero. Eppure un contributo di esperienza straordinaria e di idee originali messo a disposizione di tutti è proprio quello che ci è mancato di più in questi anni. E ancor più ci mancherà nel momento difficile che stiamo vivendo come settore, ora che nemmeno potremo più chiederglielo. Riposa in pace, ora che la battaglia per un futuro migliore tocca a altri".

Maurizio Gritta:
"Ciao Gino... Abbiamo avuto lo stesso maestro, Ivo Totti. Troppo presto sei andato a trovarlo. Con lui abbiamo sognato un'agricoltura e un mondo migliore, con lui abbiamo fatto tante discussioni attorno a un tavolo di buon cibo e vino. Ora tu starai già discutendo con lui, ma a me mancherai molto. Via, saluto entrambi e vi porterò nella mia mente".

 

 

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