Energia da bere

Caffè e non solo per tirarsi su


La sostanza a tutti nota per il suo potere tonico ed eccitante è la caffeina presente ovviamente nel caffè e in altre bevande, utilizzate ormai anche da noi come energizzanti e stimolanti. Come usarle, dosi, benefici per la salute e controindicazioni

Tra le bevande eccitanti, cioè che danno tono, sicuramente il caffè nel nostro Paese la fa ancora da padrone grazie al suo componente fondamentale che è la caffeina, alcaloide presente, in forme affini, anche in altre bevande e cibi più in generale. La caffeina è una sostanza stimolante a rapido assorbimento, che aumenta il metabolismo e la frequenza cardiaca, ma anche la respirazione, migliorando l’ossigenazione del sangue. Favorisce la diuresi e attenua i dolori, in particolare mestruali e da cefalea. In più riduce il declino cognitivo nell’invecchiamento e migliora la memoria a lungo termine. Ma ha pure effetti negativi. La tolleranza varia da individuo a individuo, e così gli effetti del sovradosaggio: nervosismo, palpitazioni, ansia, aritmie, insonnia, cefalea, ipertensione; a lungo andare si rischiano gastriti, fragilità ossea, problemi cardiovascolari, disturbi epatici. La caffeina, che riduce l’assorbimento di calcio e ferro, è poi capace di superare la placenta ed entrare nel latte materno. Ne devono fare a meno donne incinte o che allattano, ma anche ipertesi, anemici, cardiopatici, insonni, ansiosi, sofferenti di ulcera gastrica, ernia iatale, disturbi renali.  E ovviamente i bambini! Ma quali sono le bevande che più la contengono?

Il tradizionale caffè…

Il caffè contiene ben 600 tra alcaloidi, sostanze oleose e aromatiche. Tra queste spicca ovviamente la caffeina. Se consumato con moderazione, 2-3 tazzine al giorno per le persone sane, il caffè dà benefici e non ha grosse controindicazioni. Per cominciare, nessuno studio dimostra che è cancerogeno, anzi pare abbia un effetto protettivo sul fegato. Il suo consumo moderato non influisce sulla pressione, alzata solo temporaneamente. Può aumentare il colesterolo cattivo soprattutto se fatto per ebollizione (come nel Nord Europa) o in infusione (come in America); un po’ meno con la moka e ancora meno se espresso. Contenendo caffeina è sconsigliato a particolari categorie di persone o in alcuni momenti della vita, come descritto sopra. Anche le donne in menopausa non devono superare le due tazzine al giorno per non rischiare decalcificazione ossea.

… e quelli aromatizzati

Bar e negozi offrono caffè aromatizzati molto invoglianti, come le diffuse miscele con guaranà o ginseng. Esaminando l’etichetta, si scopre che l’estratto di questi ultimi è al massimo l’1%. Anche il caffè è ben poco rappresentato, in compenso abbondano zucchero, grassi, sciroppi, latte scremato in polvere e7o lattosio, additivi tra cui coloranti sintetici e aromi. Ci sono poi caffè alla nocciola, amaretto, cannella e altri ancora, alcuni contengono solo aromi e nulla degli alimenti citati. Se proprio desiderate un caffè speziato, meglio farlo in casa, aggiungendo alla miscela in polvere cardamomo, cannella, vaniglia, scorza d’arancia o anice verde. In commercio si trova anche il caffè al reishi, un fungo con attività antiossidante. Sceglietelo bio e verificate che contenga solo questi due ingredienti.

Mate eccitante infuso in foglie

Originario del Sudamerica, è ricavato da un alberello delle foreste pluviali, con foglie sempreverdi simili a quelle del nostrano agrifoglio. A essere impiegate sono queste, essiccate e trinciate, o leggermente torrefatte per esaltarne l’aroma. La bevanda ha sapore amaro e astringente e un profumo aromatico. Si prepara per infusione versando una tazza di acqua bollente su 1 cucchiaino di foglie (riutilizzabili ancora una volta). Si può anche realizzare una bibita rinfrescante in acqua fredda. In Sudamerica il mate è gustato in una sorta di rito sociale nel matero, un contenitore tondo. Tonificante e corroborante, l’infuso è utile in caso di astenia, stanchezza e convalescenza. Il contenuto di caffeina è variabile (0,15-1,5%), ma nella bevanda ne viene rilasciata poca: rispetto al caffè, a parità di dosi ce n’è circa la metà, con  un effetto stimolante più tollerabile e prolungato. Il mate ha poi buone dosi di clorofilla, sostanza antianemica e antiossidante. Altri antiossidanti presenti sono i flavonoidi e l’acido clorogenico, oltre a minerali quali magnesio, zinco, calcio, ferro, potassio e manganese. Secondo varie ricerche, il mate può abbassare il colesterolo, i trigliceridi e la concentrazione ematica di glucosio. Oltrepassando le 2-3 tazze al giorno (a seconda della sensibilità individuale) si rischiano tachicardie, problemi respiratori, diarrea, minzione frequente. Devono evitare il mate i cardiopatici, gli ipertesi, i diabetici, gli ipertiroidei e i sofferenti di ulcere gastriche.

Guaranà polvere magica dell’Amazzonia

I Sateré-Mawé dell’Amazzonia brasiliana sono detti “figli del guaranà” per il forte legame con una liana che hanno imparato a coltivare per i frutti dai cui semi, torrefatti lentamente, si ricava una pasta soda: il guaranà, appunto. In commercio si trova lo polvere ottenuta da questa pasta; può essere diluita in acqua o meglio in succo di frutta, per attenuarne il succo amaro. Per esempio, si può sciogliere una punta di cucchiaino in un bicchiere di succo d’arancia o ananas, oppure in un frullato di frutta di stagione e latte vegetale. L’importante è bere anche il sedimento che resta sul fondo. Nel guaranà la caffeina rappresenta in media il 4,5% dei componenti, ma essendo associata a tannini, lipidi e fenoli, l’assorbimento è rallentato. L’effetto è meno repentino ma più duraturo di quello del caffè. Tonico del sistema nervoso, il guaranà favorisce memoria e attenzione, infonde energia, stimola il metabolismo, calma le cefalee da tensione, trena le diarree. Esagerando con il consumo si rischiano nervosismo, tachicardia, ipertensione, insonnia.

Ginseng la radice che dà forza

Ci sono vari tipi di ginseng, tutti con proprietà stimolanti, ma sicuramente il più noto e diffuso è il coreano, originario delle montagne della Cina nordorientale, inconfondibile grazie alla tipica radice bitorzoluta. Proprietà simili vanta poi la radice di un cespuglio della stessa famiglia, ma di diverso genere, spontaneo dell’Asia mediorientale: il ginseng siberiano o eleuterococco. Come il guaranà, e diversamente da tè, caffè e mate, il gingseng non ha un vero e proprio uso voluttuario, ma sicuramente svolge molto bene la funzione di ricarica energetica liquida: è utilizzato nelle convalescenze o in caso di forte stanchezza. Quello coreano offre anche resistenza allo stress, effetto antiaging, sostegno delle difese immunitarie, migliori prestazioni sportive. Due i tipi di gingseng coreano: bianco e rosso; è migliore il secondo. Si acquista sotto forma di radice essiccata, polvere, estratto liquido. Non è indicato per cardiaci e ipertesi. Il gingseng siberiano o eleuterococco è tonico e stimolante, contrasta ansia e stress, combatte la stanchezza, regola la pressione sanguigna e la concentrazione ematica di zuccheri. Pochi gli effetti collaterali (eccitazione, insonnia, tachicardia). L’eleuterococco si acquista in polvere o sotto forma di estratto alcolico. Per tutti i tipi di gingseng il dosaggio varia a seconda della forma utilizzata e della singola persona; perciò è bene consultare un esperto.

 

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