Biologico, operazione Gatto con stivali


Sequestrate oltre 2.500 tonnellate di generi alimentari spacciati per biologici, ma che biologici non erano, soprattutto frumento, favino, soia, farine e frutta fresca

“Seguiamo con attenzione gli sviluppi dell'operazione 'Gatto con gli stivali'. Le truffe e le contraffazioni delle certificazioni biologiche, tanto più se di queste proporzioni, danneggiano innanzitutto i produttori onesti e i cittadini. Dalle indiscrezioni raccolte emerge che le aziende agricole italiane siano non solo completamente scevre da responsabilità, ma vittime di queste frodi, facilitate dagli appetiti determinati dalla crescita dell'import, a cui purtroppo non ha seguito un proporzionale aumento dei controlli, e dalla vendita nei tradizionali canali a filiera lunga, che rendono più difficile la tracciabilità lungo tutta la catena alimentare”.

È il commento di Alessandro Triantafyllidis, presidente nazionale AIAB, sull'operazione della Guardia di Finanza di Verona che ha portota al sequestro di oltre 2.500 tonnellate di merce (frumento, favino, soia, farine e frutta fresca) falsamente biologica e di più di 700mila tonnellate di falsi alimentari bio venduti, oltre che a provvedimenti di custodia cautelare per sette persone tra Verona, Ferrara, Pesaro Urbino e Foggia.

“La frode smascherata dalla Guardia di Finanzia di Verona – prosegue Triantafyllidis -  ha messo in luce delle debolezze del settore che AIAB ha più volte sottolineato. Innanzitutto il problema delle materie prime importate, che coinvolge in particolare i prodotti che confluiscono nelle filiere zootecniche, come soia e orzo, o nelle lunghe filiere di pastificazione e panificazione. In seconda istanza la farraginosità del sistema di certificazione e degli enti preposti a controllare i controllori”.

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