A caccia di frutti

Bacche della salute

Sono piccoli frutti di provenienza esotica che stanno spopolando anche da noi. Ciascuno ha particolari proprietà nutrizionali. Scopriamole

Arrivano dall’America o dall’Asia, vantano molte proprietà (troppe?) e stanno conquistando sempre più spazio sul mercato europeo. Sono prodotti piuttosto cari, a volte di gusto non particolarmente invitante, alcuni addirittura aspri. Non sempre ci sono fondati studi scientifici che ne sostengono il valore, ma indubbiamente hanno dei punti di forza che vale la pena conoscere. Senza trascurare le bacche nostrane, come il giuggiolo e il crespino, o le più comuni fragole e lamponi.

Açai

Questi frutti violetti, tradizionale cibo e rimedio dei nativi amazzonici, crescono su una palma dell’America centro-meridionale. In Europa arrivano sotto forma di polpa congelata, succo concentrato e pastorizzato, farina. Si distinguono per la ricchezza di antiossidanti, in particolare antocianine, che ne fanno alimenti antinfiammatori, antinvecchiamento e immunostimolanti. Toniche ed energetiche, le bacche favoriscono anche la resistenza allo stress. Contengono buone dosi di vitamine A e C, minerali come calcio e ferro, oltre che piccole quantità di grassi mono e polinsaturi. Completano il quadro fibre e proteine, che favoriscono la sazietà. Il gusto è molto acidulo.

L’açai non è un vero e proprio alimento ma un integratore, da assumere secondo i dosaggi indicati sulle confezioni (un paio di cucchiai al giorno di succo, diluito in acqua). Non adatto per bambini, donne in gravidanza o che stanno allattando.

Aronia

È una pianta originaria del Nordamerica, oggi coltivata in Europa orientale. Usata da sempre dai popoli nativi, la bacca è aspra e amara ma ben provvista di antiossidanti, molto più di altri frutti di climi temperati. Spiccano soprattutto le antocianine, nel prodotto fresco arrivano fino a 1000 mg/100 g. Antinvecchiamento e antinfiammatoria, oltre che vasoprotettiva, l’aronia contiene bioflavonoidi, che prevengono le malattie dell’apparato cardiovascolare; vitamina K, anticoagulante; zeaxantina e luteina, protettive per la vista; fibre e potassio. Dagli studi risulta che può difendere dalle infezioni delle vie urinarie e regolare glicemia e colesterolo.

L’aronia non ha controindicazioni note, salvo intolleranze personali. Per i dosaggi del succo si indicano di solito un paio di cucchiai al giorno, diluiti magari in succo di mela. Le bacche essiccate possono arricchire muesli o yogurt. In vendita si trovano anche tisane.

Camu-Camu

Arbusto originario della foresta peruviana e brasiliana con piccole bacche rosse fortemente acidule. Queste, ricchissime di vitamina C (molto più di arancia e acerola, altra bacca americana), contengono anche minerali come calcio, zinco, potassio, rame e vari polifenoli, ad effetto antiossidante, tra cui i lignani. Hanno quindi effetto antinfiammatorio, immunostimolante e antinvecchiamento; oltre a combattere lo stress ossidativo mantengono in buona salute la cute. Nel 2015 sono state oggetto di una metanalisi (studio che ha esaminato precedenti ricerche sull’argomento), secondo cui potrebbero essere utili per promuovere una buona risposta immunitaria e limitare i processi antinfiammatori.

Si possono assumere un paio di cucchiaini di farina stemperata in acqua o succo di frutta. Non sono indicati effetti avversi per il consumo ma, esagerando, i soggetti predisposti possono rischiare calcoli renali o disturbi gastrici.

Cranberry o mirtillo rosso

Proviene dalle aree paludose del Nordamerica ed è coltivato fin dal XIX secolo. I frutti sono molto acidi, ricchi di composti fenolici (circa 200 mg/100 g) e antimicrobici, di sapore piuttosto aspro; non a caso quelli secchi sono di solito rivestiti di zucchero o dolcificanti naturali. I mirtilli rossi sono ricchi di pectina, fibra solubile. La loro fama è dovuta principalmente alla capacità di impedire ai batteri di aderire ai tessuti del nostro organismo, in particolare della vescica, prevenendo così le infezioni delle vie urinarie.

I frutti essiccati possono essere aggiunti a dolci, muesli, yogurt o per preparare tisane. Il succo puro va diluito in acqua (circa 80-160 ml al giorno). Da evitare con disturbi gastrici, intolleranza all’acido acetilsalicilico, predisposizione a calcoli renali.

Goji

Ormai comuni in commercio, queste bacche rosse crescono su un cespuglio di origine tibetana e hanno un posto di rilievo nella medicina tradizionale cinese. Di gusto dolce e gradevole, sono ricche di fibre. La presenza di antiossidanti è notevole: vitamina C ed E, carotenoidi, zinco e selenio. Non deludono i minerali, in particolare ferro, calcio e potassio. Le bacche sono ritenute valide anche per prevenire i tumori, mantenere basse glicemia e pressione. Contengono poi un polisaccaride che rafforza il sistema immunitario. Rispetto al prodotto fresco, quello essiccato ha un calo di vitamine E e C e grassi.

Ammollate per 20 minuti, le bacche danno sapore a preparazioni dolci e salate. Sotto forma di succo se ne usa di solito un cucchiaio al giorno, diluito in acqua. Quanto alle controindicazioni, si segnalano, in caso di eccesso, possibili nausea e vomito, effetti ipotensivi e ipoglicemici. Da evitare in gravidanza e allattamento.

Inca o alchechengi peruviano

Solanacea dal frutto dorato simile a un pomodorino, l’inca proviene dalle zone tropicali montane dell’America centromeridionale; oggi è coltivato anche in Sudafrica e Sudest asiatico. Di sapore agrodolce, con sentore di vaniglia e ananas, la bacca cresce dentro un “lampioncino” trasparente (non commestibile). Contiene betacarotene, precursore della vitamina A, che protegge la cute dai raggi solari e stimola la visione notturna. Quindi polifenoli, anch’essi antiossidanti, e un bel po’ di fosforo e potassio. Molto ben rappresentate le fibre solubili e insolubili.

In commercio si trovano bacche secche, color bronzo. Possono essere usate un po’ come l’uvetta, anche se sono meno dolci. Non esistono controindicazioni note. In genere se ne consigliano un paio di cucchiai al giorno.

Maqui o mirtillo della Patagonia

Queste bacche blu intenso crescono su un arbusto originario della Patagonia e oggi sono coltivate anche negli USA. La tinta scura tradisce la presenza di antiossidanti. Uno studio del 2016 ha rilevato nei frutti freschi ben 8 tipi di antocianine, tra cui la delfinidina, e 17 composti fenolici di altro genere. Nel succo e nei frutti essiccati è stata riscontrata una ridotta presenza di queste sostanze, che hanno proprietà antinfiammatorie e immunostimolanti, preventive di tumori, ictus e malattie cardiache, protettive della vista e dei vasi sanguigni, regolatrici della glicemia.

Non ci sono molti studi su queste bacche, disponibili in commercio solo sotto forma di capsule contenenti un estratto liofilizzato del succo. Poco si sa sugli effetti collaterali e sulle eventuali interazioni con i farmaci. Tuttavia, dato che tradizionalmente il maqui era usato dai nativi per frenare le diarree, è bene non esagerare per non rischiare stitichezza.

 

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