AssoBio ha ospitato le associazioni del biologico europeo


Nei giorni scorsi si è svolta una riunione del gruppo d’interesse delle imprese di trasformazione e di distribuzione dei prodotti biologici europee (IGOP IFOAM-EU) per confrontarsi, in particolare, sul nuovo Regolamento, a partire dalla bozza proposta dalla Commissione europea e dalle nuove esigenze nate dalla crescita impetuosa che continua a caratterizzare il biologico europeo

AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici (circa 90 soci, con un fatturato complessivo superiore a 2 miliardi, oltre metà del valore del mercato biologico italiano) ha ospitato a Firenze, presso le strutture del socio Probios,- come informa un comunicato stampa -  la riunione del gruppo d’interesse delle imprese di trasformazione dei prodotti biologici europee (IGOP IFOAM-EU).

Il settore biologico sta vivendo in tutta Europa un vero e proprio boom (solo in Italia nel 2016 sono aumentati di oltre il 20% sia il numero di imprese che le superfici condotte senza un grammo di fertilizzanti e pesticidi chimici di sintesi, arrivando al 14,5% dell’intera superficie agricola nazionale; forte anche la crescita delle vendite: nella grande distribuzione il 2017 ha visto un eccezionale +16.3%).

Entro un paio di mesi il Parlamento europeo licenzierà un nuovo regolamento che aggiornerà l’attuale quadro normativo, che risale al 2007, una scelta necessaria se si considera che da allora il numero delle aziende è aumentato dell’85% e l’entità della superficie agricola di oltre il 70%. Da qui la necessità per le maggiori organizzazioni europee di confrontarsi sulla bozza proposta da Bruxelles, analizzandola nel dettaglio e proponendo adeguamenti a sostegno del forte sviluppo del settore.

La scelta biologica è ormai l’unica alternativa praticabile per l’agricoltura italiana ed europea, che da un lato sono in sofferenza per le dinamiche di prezzi sempre meno remunerativi, che inducono le aziende alla chiusura e dall’altra costituiscono un grave problema dal punto di vista ambientale. Le analisi delle strutture scientifiche del ministero per l’ambiente rivelano che ormai sono contaminati da oltre 200 pesticidi diversi più del 60% delle acque superficiali italiane e oltre il 30% di quelle profonde” – commenta Fernando Favilli, vicepresidente di AssoBio. “Lo stato compromesso dell’ambiente, l’esigenza di garantire la sicurezza alimentare dei consumatori e di allinearsi alla crescente domanda di prodotti puliti, sicuri ed ecologici rendono assolutamente necessario invertire la rotta: la normativa europea deve affiancare la produzione agro-alimentare nell’avvio di una grande conversione in chiave di sostenibilità”.

Ai due fitti giorni di lavoro fiorentini organizzati da AssoBio hanno partecipato delegazioni da Belgio, Estonia, Francia, Germania, Finlandia, Gran Bretagna, Olanda Spagna.

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