Una bellezza bio


Sono sempre più diffuse creme, shampoo e detergenti che millantano esotici estratti vegetali in grado di far ringiovanire anche la pelle più segnata o i capelli più sfibrati. Come riconoscere quelli veramente realizzati seguendo precise regole di cosmetica “verde”? Scopriamolo insieme

Mangiamo bio, compriamo solo o quasi prodotti a chilometro zero, facciamo della raccolta differenziata una sorta di legge divina, crediamo nel risparmio energetico, abitiamo in case tinteggiate con vernici ecologiche, insomma siamo dei consumatori super critici e attenti alla nostra salute e al benessere dell’intero pianeta e poi… magari non resistiamo davanti alla crema antirughe di ultima generazione, con una lista d’ingredienti (tutti prodotti di sintesi chimica, ovviamente) lunga dieci righe, una confezione talmente sfarzosa e ricca di carta e plastica da far immaginare di contenere uno scrigno di pepite d’oro, e un prezzo, diciamolo, spesso imbarazzante. Si sa, di fronte alla promessa di bellezza e giovinezza anche i più nobili alle volte decadono!
Ma, come sicuramente sapete, un’alternativa “verde” alla cosmetica tradizionale esiste: sono i cosmetici biologici o naturali, perlopiù venduti in erboristeria e nei negozi bio ma ora, visto il crescente successo che stanno registrando negli ultimi anni, anche nelle farmacie e nei supermercati. Saranno altrettanto efficaci dei prodotti tradizionali? Conterranno veramente tutti i principi vegetali che dichiarano nelle confezioni? Non è che una volta aperte queste creme sono così naturali che diventano in breve tempo una colonia di batteri? Queste le perplessità più diffuse sui cosmetici targati bio o naturali. Sfatiamo allora - con l’aiuto di Riccardo Anouchinsky, rappresentante Icea (Istituto per la certificazione etica e ambientale) e nel Consiglio di amministrazione di Cosmos (nuovo standard europeo dei cosmetici bio) e Mario Zappaterra, specialista in Scienze e Tecnologie Cosmetiche - un po’ di dubbi in materia, addentrandoci tra queste verdi promesse di bellezza.

La “naturalità” deve essere certificata

Innanzitutto, come per gli alimenti biologici, anche per i cosmetici bio il punto fondamentale è la certificazione. La prima cosa, quando decidete di comprare una crema, un detergente, uno shampoo ma anche un rossetto bio, è dare un’occhiata alla confezione e intercettare subito il marchio che ne attesta la “naturalità”. E qui iniziano i dolori, perché, non esistendo un regolamento europeo come per gli alimenti, di disciplinari e standard che dettano le caratteristiche di un cosmetico biologico ne esistono diversi. Da un anno sono comparsi cosmetici con il marchio Cosmos, uno standard diventato operativo nel febbraio 2011 che ha unito vari disciplinari presenti in diversi Paesi europei, stabilendo norme precise sulla produzione di cosmetici biologici e naturali. Accanto al logo di Cosmos, troverete anche il marchio dell’ente di certificazione che si è occupato di fare tutti i controlli del caso. Questi enti nazionali valuteranno quindi i prodotti che dovranno però rispettare le norme stabilite dal disciplinare Cosmos. Ma attenzione: è possibile, allo stesso tempo, trovare in commercio cosmetici con il solo marchio dell’ente di certificazione.
In questo caso le norme seguite dal produttore rispettano il disciplinare “privato” di quel particolare ente (esempio Icea) e non lo standard Cosmos.
Altri marchi che potete intercettare a salvaguardia della naturalità e presenza di ingredienti biologici nei cosmetici sono il NaTrue - un disciplinare creato da cinque importanti aziende cosmetiche tedesche - e marchi privati come quello del Ccpb (ente certificatore italiano) che dispone di un proprio standard e certifica autonomamente cosmetici biologici.
Prima cosa, quindi, per scegliere un prodotto di qualità, realizzato secondo severe norme di fabbricazione che prediligono l’utilizzo di sostanze naturali e limitano al massimo l’uso della chimica, è cercare il marchio di certificazione.

Ottima qualità, dalle creme ai rossetti

Ma veniamo alla sostanza di questi prodotti. Sono davvero efficaci come le alternative tradizionali? “Provare per credere - sostiene Anouchinsky - il cosmetico biologico può contare su materie prime pure, senza tracce di pesticidi o fertilizzati, sostanze molto attive, ricche di antiossidanti, che ovviamente starà al formulatore dosare e miscelare nel modo giusto”. “Avendo a disposizione materie prime molto potenti ma anche molto delicate, come quelle naturali, - aggiunge Zappaterra - colui che prepara, ad esempio, una crema deve essere molto più bravo di un formulatore tradizionale, anche perché può disporre di meno conservanti, non può aggiungere siliconi per migliorarne la consistenza, insomma ha meno carte da giocare e quindi deve giocarle benissimo”. Anche sui prodotti per il make up si sono ottenuti ottimi risultati, paragonabili a quelli dei migliori prodotti convenzionali, ad esempio nei rossetti. “Avendo questi, - spiega Anouchinsky - “una grande percentuale di grassi, si possono ottenere anche prodotti al 70% biologici utilizzando ovviamente grassi vegetali bio, una percentuale altissima che garantisce quindi una qualità e vitalità della materia prima che i rossetti convenzionali non possono certo vantare”. Valida, anche, la produzione di shampoo bio, nonostante la percentuale di biologico che generalmente si raggiunge non superi il 10% sul totale degli ingredienti, acqua compresa, vista la maggiore presenza di sostanze chimiche, come i tensiottivi, praticamente obbligate.
Un po’ più difficile, almeno per ora, la messa a punto di tinture per capelli bio (hennè escluso ovviamente) considerato il massiccio uso di prodotti di sintesi utilizzati nelle tinture tradizionali, prodotti vietatissimi nella linea biologica che sta quindi cercando alternative vegetali meno tossiche.

Conservabilità garantita

E per quanto riguarda la conservabilità? “Su questo fronte non ci sono problemi - afferma  Zappaterra - Tutti i prodotti cosmetici per legge, sia quelli biologici sia quelli tradizionali, non devono arrecare danni alla salute. Molti conservanti sintetici nel bio sono vietati, quelli più dannosi ovviamente, ma ci sono ottime alternative vegetali e si stanno anche mettendo a punto dei particolari flaconi, definiti airless che, premendo, consentono l’uscita del prodotto ma non l’ingresso di aria limitando così il contatto con eventuali batteri”. I cosmetici naturali e bio sono sicuri, quindi, anche una volta aperti, ovviamente rispettando la scadenza riportata sulla confezione.

Più o meno allergizzanti?

Arriviamo all’ultimo spinoso quesito che può assalire il neofita della cosmesi bio: non è che questi prodotti naturali scatenano più allergie delle alternative sintetiche? La risposta è sfumata. Da una parte le sostanze naturali sono note al nostro organismo, che quindi le conosce ed è abituato al loro contatto, dall’altra, proprio per la loro maggiore ricchezza di componenti potrebbero scatenare più facilmente reazioni allergiche in soggetti predisposti. “Va detto, però - precisa Zappaterra -, che i composti naturali, essendo selezionati e usati da tempo, molto difficilmente possono dare problemi di tossicità, cosa che alcune sostanze sintetiche di nuove formulazione hanno dato”. Insomma, per noi, consumatori critici, la cosmetica biologica è un altro importante tassello che, a parità di efficacia, gradevolezza, prezzo, assortimento offre ottimi prodotti per prenderci cura del nostro benessere e di quello del pianeta. Unica attenzione: scegliere i prodotti certificati, esclusiva tutela di cosmetici realizzati con serietà e seguendo rigorosi standard qualitativi.

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