Stanchezza di primavera


Consigli alimentari e non solo per smaltire più velocemente le fatiche dell’inverno e tornare presto in forma

L’arrivo della primavera si riflette anche sulle nostre necessità dietetiche. È noto che in inverno si tende verso cibi più ricchi di calorie e grassi, utili per immagazzinare scorte di energia, che a noi uomini d’oggi non servono più tanto (e, infatti, ingrassiamo troppo) ma che erano necessarie ai nostri avi per affrontare i rigidi climi invernali e la scarsità di cibo. Con la bella stagione, a causa del risveglio del metabolismo, l’organismo necessita di nutrienti che lo riforniscano di pronta energia per adeguarsi alla nuova condizione, e non ha più bisogno di immagazzinare riserve. La prima regola, perciò, sarà quella di evitare le pietanze ipercaloriche tipiche dell’inverno e ridurre il consumo degli alimenti ricchi di grassi e zuccheri come salumi, formaggi e dolci. Che, oltre a farci crescere di peso, appesantirebbero il nostro sistema digestivo, aumentando la sensazione di stanchezza. Ciò che ci occorre è invece altro: servono particolarmente i micronutrienti che attivino tutte le funzioni metaboliche, ovvero vitamine e minerali prima di tutto. Tra le vitamine svolge un’azione antifatica la B1 (o tiamina) che è fondamentale per la produzione di energia e per la salute delle cellule nervose. Tipici segni di una sua carenza sono, infatti, stanchezza, torpore agli arti e depressione. Cereali integrali, legumi e semi (arachidi, girasole) ne sono ricchi. Anche la vitamina C è importante per la sua attività antiossidante e per la funzionalità del sistema immunitario. In particolare la troviamo negli agrumi, broccoli, cavoli, fragole, kiwi, lamponi, mango, papaia, peperoni, pomodori, ribes nero e spinaci.

Ricostituenti di oggi

Ma esistono ancora le “cure ricostituenti” prescritte in primavera dai medici di un tempo, magari a base di olio di fegato di merluzzo o di fialette di ferro? Esistono ancora ma sono più mirate, a seconda della storia e delle caratteristiche personali. Per esempio, per chi ha sofferto durante l’inverno di influenze o bronchiti, vanno prescritti dei prodotti con valenza sul piano immunitario. Per chi, invece, ha bisogno di un po’ di carica saranno utili degli energetici puri come ginseng o eleuterococco, sempre che non ci siano problemi di pressione. In erboristeria e in farmacia l’offerta di ricostituenti naturali è ampia: da quelli più semplici come il lievito di birra, il germe di grano e la pappa reale per il contenuto di vitamina B, agli integratori minerali o multivitaminici a base di verdure come carote, spinaci, alghe, finocchio, barbabietola a quelli che svolgono un’azione prevalentemente depurativa, aiutano fegato e reni. Per la medicina cinese il fegato si riattiva in primavera: infusi di erbe quali tarassaco, boldo, cardo mariano, ridanno energia a questo organo, al contrario di ciò che fanno i cibi pesanti.

Il buon giorno si vede dalla colazione

Come impostare, allora, una giornata dietetica utile per ridarci energia senza appesantire? Innanzitutto è fondamentale iniziare la giornata con i nutrienti giusti: meglio per un po’ dimenticare le brioche del bar e prepararsi a casa prime colazioni che assecondino non solo la salute ma anche il gusto. L’importante è che siano presenti frutta fresca, cereali integrali sotto forma di fiocchi o di pane, un paio di frutti secchi come mandorle, noci o nocciole, miele come dolcificante e uno yogurt invece del latte per aiutare la flora intestinale. Tra i cereali un posto di primo piano spetta all’avena, ricchissima di fibre e molto nutriente, che ha un’azione tonificante e perciò è consigliata nei periodi di stanchezza e di convalescenza. L’effetto stimolante è dovuto all’avenina contenuta nel suo olio essenziale, una sostanza capace di stimolare la tiroide. Bisogna ricordare che alla temperatura di 60 °C l’avenina viene inattivata: scegliete perciò i fiocchi d’avena integrali e crudi, e non quelli decorticati cotti o tostati, da aggiungere al latte, yogurt o minestre tiepide. Poi durante il giorno è bene fare pasti abbastanza leggeri, nei quali le verdure crude e cotte siano sempre presenti. Per esempio, a pranzo un primo piatto e un’insalata mista con pane integrale e a cena una minestra con un secondo proteico, accompagnato da un contorno e da pane integrale. Non dimenticare la frutta, da consumare come spuntino e in tutte le forme che si preferiscono: al naturale, spremuta, in macedonia o in insalata…
In conclusione, non bisogna soffrire la fame ma nutrirsi con alimenti sani: a marzo non è il momento di mettersi a dieta stretta ma di seguire un’alimentazione bilanciata. Verso maggio/giugno si potranno seguire regimi un po’ più rigidi, ma sempre senza esagerare.

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