Sport e salute
Per stare in forma diamoci una mossa


Fare sport è uno degli strumenti di prevenzione più forti che abbiamo a disposizione. Vediamo come, quando e quanto muoversi per stare bene

Un’attività fisica regolare e costante è indispensabile per chi vuole dimagrire restando in salute, non per il numero di calorie bruciate, ma perché procura un’attivazione metabolica che dura nel tempo e non diminuisce neanche durante lo stato di riposo. Muoversi con regolarità produce effetti molto intensi sul nostro benessere psicofisico: migliora la funzionalità insulinica, elimina scorie metaboliche, produce endorfine rilassanti, previene e cura stati d’animo depressivi, aumenta la massa muscolare, riequilibra la pressione arteriosa, regola i valori di colesterolo e tridigliceridi, riduce il rischio cardiovascolare, modula le risposte del sistema immunitario. In poche parole, aiuta le persone a stare in salute e a sviluppare rapporti sociali più intensi rispetto alla persona sedentaria. Il tutto, senza alcun effetto indesiderato.

Non solo per consumare calorie…

La sana abitudine al movimento non ha solo lo scopo di far consumare calorie ma di inviare all’ipotalamo quel segnale di "tutto ok" che non vi sarebbe in assenza di attività fisica. Un comune malinteso è, infatti, quello di pensare che il vantaggio di fare sport sia semplicemente nel consumo calorico che esso comporta. Non vi è nulla di più riduttivo. Il movimento fisico è in grado di innalzare con forza il nostro metabolismo, e lo innalza tanto più intensamente quanto più alto è il carico a cui siamo sottoposti. Chi ancora si limitasse a fare l’ingenuo calcolo che parifica le calorie consumate in 20 minuti di cyclette alle calorie assunte con mezzo piatto di pasta, mostrerebbe di non tenere conto in alcun modo degli effetti di induzione metabolica dovuti all’attività. Il vero vantaggio metabolico non nasce dalle calorie consumate nell’allenamento, ma dalla frazione di consumo aggiuntivo (peraltro costituita prevalentemente da grassi) indotta sull’intera giornata.

Perché muoversi fa bene

Gli effetti del movimento sull’incremento del metabolismo sono numerosi e, negli ultimi anni, si sono ulteriormente chiariti. L’attività fisica svolta, quando si assumono le giuste calorie per il proprio organismo, stimola la produzione di GH, l’ormone della crescita. Il muscolo sotto sforzo produce poi irisina, una molecola che svolge quattro importanti azioni: trasforma il grasso bianco (di scorta) in grasso bruno (il cui compito è quello di produrre calore); induce trascrizione nella cellula muscolare di particolari proteine dette Ucp (uncoupling proteins) la cui azione è quella di “sprecare” energia sotto forma di calore; rende più sensibile il recettore dell’ormone tiroideo con l’esito di indurre un maggior consumo energetico; migliora la sensibilità insulinica delle cellule, stimolando la riduzione della massa grassa. È chiaro da tutti questi studi come l’effetto del movimento vada molto al di là del consumo calorico indotto. Infatti, un lavoro di Befroy et al. (Proc Natl Acad Sci USA 2008) ha documentato come il muscolo dell’atleta, anche a riposo, consumi mediamente il 54% di calorie in più rispetto al muscolo del sedentario. Non dicono il 5 o il 10% ma il 54% in più, a parità di massa muscolare. Un dato incredibile, che deve farci completamente rivedere l’errata convinzione relativa al fatto che l’effetto del movimento sia corrispondente al solo computo delle calorie consumate.

Siamo nati per correre

Fino a qualche tempo fa i medici si dividevano tra coloro che suggerivano una pratica sportiva regolare e altri che la promuovevano con maggior prudenza o addirittura la osteggiavano. Oggi, dopo la pubblicazione nel novembre 2004 su Nature del brillante studio di Dennis Bramble e Daniel Lieberman dal titolo Running and the evolution of Homo, è risultato con chiarezza come l’uomo sia nato per correre, e non per stare fermo. La nostra struttura scheletrica, le nostre modalità di consumo energetico, le nostre capacità di smaltire il calore prodotto, sono quelle di un efficientissimo corridore di lunga durata e, senza tali modifiche strutturali e metaboliche oggi, forse, non saremmo gli esseri umani che siamo. Sapere che il nostro organismo non solo è stato progettato per correre, ma anzi ha trovato nella corsa il mezzo per distaccarsi funzionalmente dai primati affini, deve farci riflettere. Come ci sarebbe impossibile vivere al buio (essendo il nostro corpo adattato alla luce) o senza ossigeno se non perdendo la nostra salute, così dobbiamo capire che ci è impossibile vivere senza muoverci. La corsa fa parte di noi, della nostra storia, del nostro corpo, del nostro equilibrio psicofisico. Ignorare questo fatto può voler dire contrarre un debito permanente con la salute.

Medici, prescrivete attività fisica

L’obbligo etico e deontologico di un medico è quello di prescrivere il “farmaco” o la pratica medica che in scienza e coscienza possa dare i migliori risultati per la salute del paziente, privilegiando le pratiche meno invasive e con i minori effetti collaterali. A fronte della vastissima documentazione scientifica che evidenzia fuori di ogni dubbio l’efficacia del muoversi rispetto a decine di diverse patologie, è un preciso dovere del medico prescrivere movimento. Chi non lo fa o si limita a generiche raccomandazioni non sta assolvendo al suo compito, nel senso più ampio del termine. Invito ogni società scientifica che abbia a cuore la salute dei propri pazienti a fare una riflessione sulle linee guida della propria specialità, valutando se e quanto il potere terapeutico del movimento sia rappresentato. Se serve aiuto, sono qui.

 

 

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