Vita in campagna
Camomilla, il fiore della pace


Rilassanti e sedativi, i fiori di questa comune pianta sono ideali sia per preparare tisane e infusi sia da trasformare in un olio benefico per la pelle

La camomilla è una pianta officinale che manca raramente nelle nostre case, per lo più sotto forma di bustine filtro già pronte da usare in infuso. Sapevate quanto è facile da trovare spontanea in campagna? È tra le piante erbacee più diffuse in questo periodo, vive nei luoghi frequentati dall’uomo, in particolare ai margini di campi coltivati e in mezzo agli ortaggi. Non disdegna nemmeno gli incolti, dove spesso si accompagna ai papaveri, creando splendidi tappeti rossi e bianchi che si estendono a perdita d’occhio. Riconoscerla è piuttosto semplice, se non altro perché è una pianta così presente nell’immaginario collettivo: corti petali bianchi, capolino giallo alto e carnoso e quel tipico, inconfondibile profumo. Nella raccolta bisogna fare attenzione a non confonderla con quella che nel linguaggio popolare viene definita camomilla bastarda, da cui si può distinguere per l’assenza del profumo caratteristico, ma anche recidendo a metà i capolini in verticale: nella camomilla vera troverete una cavità interna vuota, che è invece piena nell’atra pianta. Conosciamo tutti benissimo le ottime proprietà rilassanti di questa pianta, meno conosciute invece sono altre sue virtù: quella antinfiammatoria in primis, utile sia per uso interno che esterno, ma anche quelle digestiva, preventiva delle malattie da raffreddamento, antinevralgica. Nell’uso esterno è tra le migliori piante lenitive, utile in tutte le infiammazioni e rossori cutanei, nelle scottature e come cicatrizzante. Ottima anche, sotto forma di macerato oleoso, per massaggi antireumatici, in caso di dolori muscolari. L’essiccazione è molto semplice: potete raccogliere gli steli in mazzi non troppo fitti e lasciarli essiccare in un luogo buio e asciutto a testa in giù. Conservatela poi in vasi di vetro o sacchetti di carta.

La camomilla in cucina

Tisana rilassante e digestiva

Mescolate in una ciotola le piante essiccate in questa proporzione: 40 grammi di fiori di camomilla, 30 grammi di fiori di biancospino, 20 grammi di foglie di melissa e 10 grammi di scorza d’arancia. Trasferitele in un vaso di vetro ed etichettatelo con gli ingredienti e la data di preparazione. Se raccogliete voi stessi le piante, abbiate cura di farlo in luoghi non inquinati da gas di scarico o trattamenti agricoli chimici e di essiccarle con attenzione, per poi spezzettarle ottenendo il classico taglio tisana, cioè tra 2 e 15 millimetri. In alternativa, potete acquistarle in erboristeria. Preparate la tisana portando a bollore una tazza d’acqua e immergetevi un cucchiaio di erbe a fuoco spento. Mescolate, lasciate in infusione con un coperchio per 10 minuti, poi filtrate e bevete la tisana ben calda. Sia la camomilla che la melissa hanno azione sedativa e antispasmodica a livello nervoso e gastrico, mentre il biancospino è noto per l’azione cardioprotettiva.

La camomilla in bellezza

Panetto da massaggio

Fate macerare dei fiori di camomilla freschi o secchi in olio di girasole per una ventina di giorni, mescolandoli spesso e verificando che siano sempre ben coperti dall’olio. Filtrate con cura il composto prima con un colino a maglia fitta, poi passandolo attraverso un telo; in alternativa, acquistate un oleolito già pronto. Scaldate a bagnomaria 15 grammi di cera di candelilla (la trovate in erboristeria o nei negozi online di cosmesi fai da te) insieme a 20 grammi di burro di karitè, poi unite 40 grammi di olio di camomilla, mescolando fino a ottenere un fluido trasparente. Trasferitelo in uno stampino di silicone o in un vasetto (va bene quello dello yogurt), lasciatelo solidificare all’aria, poi estraetelo dalla forma. Passando il panetto sulla pelle, l’olio si scioglierà e potrà essere assorbito lentamente. Usatelo per massaggi decontratturanti, come olio post-ceretta o dopobagno, conservandolo al fresco in un vasetto di plastica o di vetro.

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