Bere sano
Bevande dolci, quali sono le alternative?


Quando il caldo fa aumentare la sete, meglio preferire acqua, infusi, frullati, succhi e centrifugati, rigorosamente senza aggiunta di zuccheri e dolcificanti. Le ragioni sono tante, ecco alcune spiegazioni

Colorate, fresche, stuzzicanti, le bevande con zucchero e altri dolcificanti sono una tentazione, soprattutto durante l’estate, quando la necessità di liquidi è più elevata e bere aiuta a mitigare gli effetti del caldo. Il problema è che spesso le assumiamo con rapidità e quindi possono ingannare i nostri recettori sensoriali, impedendo di registrare i segnali che aiutano a regolare l’appetito. Di conseguenza, rischiamo di berne quantità elevate. Anche perché sembrano leggere, difficilmente ci si rende conto del loro contenuto calorico che fa salire in modo esponenziale il bilancio energetico della giornata.

Un rischio per la salute

Numerose ricerche, svolte in diversi Paesi del mondo, mostrano che il consumo elevato di bevande dolci è correlato a una maggiore incidenza di sovrappeso, diabete e altri squilibri metabolici. Occorre poi tenere presente che il consumo abituale di bevande dolci altera il pH fisiologico della bocca favorendo la carie. Questo problema si può risolvere dolcificando le bevande con prodotti non cariogeni, come lo xilitolo, l’aspartame o la stevia. Ma se è vero che molti dolcificanti artificiali non compromettono la salute dei denti, non ci sono dati certi rispetto al loro ruolo sulla regolazione dell’appetito e del peso corporeo. Al contrario: alcune ricerche sembrano dimostrare che anche i dolcificanti a zero calorie possono favorire squilibri metabolici.

Leggi e strategie per ridurne il consumo

I problemi legati all’abuso di bevande dolci hanno spinto l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a sollecitare provvedimenti per disincentivarne il consumo. Tanto che nel mondo della produzione si studiano strategie per esorcizzare eventuali limitazioni. Nel frattempo la richiesta cala, complici alcune leggi in fase di sperimentazione in diversi Paesi. Il Messico, per esempio, in testa alla classifica mondiale dei consumi, ha introdotto da qualche anno una tassa sugli alimenti ipercalorici che riguarda, fra gli altri, qualunque bevanda addizionata di zuccheri, compresi tè e succhi di frutta. Un provvedimento analogo, sperimentato con effetti incoraggianti sulla diminuzione dei consumi anche in alcune città statunitensi, entrerà in vigore in Inghilterra. In Francia hanno da poco varato una legge che vieta la distribuzione gratuita e a forfait di bevande dolci analcoliche in bar, alberghi, luoghi di ristorazione, scuole e locali frequentati da minorenni. La lista delle restrizioni non include solo le bevande con le bollicine, ma anche bibite per energizzanti sportivi, sciroppi di frutta diluiti con acqua e altri drink dolci a base di latte, cereali, ortaggi, frutta.

E in Italia?

In Italia, dove il consumo di bevande dolci si attesta “solo” al quarantanovesimo posto nella classifica mondiale, i provvedimenti su questo tema sono stati più volte annunciati senza arrivare a conclusione. La nostra tradizione mediterranea, ancora solida, dovrebbe aiutarci a trovare regole armoniose anche senza eccedere con il proibizionismo, dando spazio a bevande naturali e sane, senza zuccheri aggiunti, realizzate con acqua e la tanta frutta e verdura di cui disponiamo.

L’etichetta aiuta a scegliere

Contrassegnare l’etichetta con un semaforo nutrizionale, che indica con il rosso i cibi troppo ricchi di zuccheri, è fra le soluzioni prese in esame per ridurre il consumo di bevande dolci. Si discute, inoltre, sulla possibilità di introdurre la dicitura nuoce alla salute, analoga a quella istituita per le sigarette che, secondo alcune ricerche, ha mostrato effetti disincentivanti, soprattutto se rivolta ai genitori nei prodotti per bambini. In attesa di nuovi provvedimenti, leggere l’etichetta aiuta comunque a scegliere. Meglio escludere tutte le bevande che contengono additivi (contrassegnati da sigla E seguita da un numero), compresi i dolcificanti. Da valutare attentamente anche molti drink suggeriti per idratare durante o dopo lo sport che, a dispetto dell’immagine salutista, forniscono spesso troppi zuccheri semplici e additivi. Le dicitura succo di frutta spetta per legge solo alle bevande di frutta senza l’aggiunta di zucchero e altri dolcificanti, consentita, invece, nei prodotti con l’indicazione nettare o succo e polpa. Attenzione: la scritta frutta al 100% non esclude la presenza di additivi. I succhi di frutta biologici sono preparati con frutta prodotta seguendo le regole dell’agricoltura biologica, nella maggioranza dei casi italiana, talvolta selvatica, per esempio nel caso di mirtilli o sambuco. Si ricavano valorizzando frutta troppo piccola, o con piccoli difetti che non ne compromettono la qualità, prevenendo gli sprechi nella filiera alimentare. Grazie all’assenza di pesticidi, spesso viene usata anche la buccia, recuperando alcuni dei suoi preziosi principi attivi.

Buone alternative per bambini e non solo

Secondo i dati divulgati dal Consorzio europeo IDEFICS, i bambini italiani consumano fino a 87 g di zucchero al giorno, contro i 25 raccomandati dalle autorità sanitarie. Un abuso che innalza il rischio di malattie metaboliche e cardiovascolari già nell’infanzia e favorisce, fra le altre cose, l’alterazione dell’assorbimento del calcio, compromettendo il consolidamento della massa ossea, decisivo per la prevenzione dell’osteoporosi. Sotto osservazione, in particolare, sono le bevande dolci. La ricerca Okkio alla salute, condotta sul territorio nazionale, evidenzia che il 41% dei bambini le assume abitualmente. I genitori, spesso inconsapevoli del loro apporto eccessivo di zuccheri semplici e calorie vuote, le offrono in abbinamento ad altri ingredienti dolci, come snack e merendine, che sbilanciano ulteriormente menu e glicemia. Inutile, però, ricorrere ai divieti. Meglio, piuttosto, fornire modelli alternativi gradevoli e salutari. Le ricerche condotte sul campo dell’educazione alimentare mostrano che i bambini partecipano con entusiasmo alla preparazione di succhi, sorbetti e centrifugati di frutta e verdure fresche e li consumano volentieri. Il valore nutritivo di queste bevande, completamente naturali, non è confrontabile con quello della maggior parte delle bevande confezionate. Il loro potere idratante e protettivo è legato alla presenza di elevate concentrazioni di principi attivi, fra cui minerali e vitamine. Per prepararle, meglio usare gli estrattori di nuova generazione, a bassissima velocità, che preservano gusto e sostanze nutritive.

 

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