AIAB: si vieti subito il glifosato, ‘probabile cancerogeno’


Si tratta del principio attivo presente in uno degli erbicidi più diffusi al mondo, il Roundup della Monsanto, utilizzato sia in colture convenzionali che in colture GM. Inoltre, è presente in almeno 750 prodotti utilizzati per l'agricoltura, il giardinaggio e il trattamento degli spazi urbani

Il Glifosato è il principio attivo di uno degli erbicidi più diffusi al mondo, il Roundup della Monsanto, ed è stato classificato come "probabile cancerogeno per gli esseri umani" in un report stilato da alcuni ricercatori dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di Lione. Ne da notizia un comunicato stampa dell’AIAB (Associazione italiana per l’agricoltura biologica) nel quale l'associazione chiede all’Italia e Europa di adottare tempestivamente “le misure necessarie per proteggere agricoltori e consumatori”. Il Glifosato  - continua il comunicato - è utilizzato in almeno 750 prodotti per l'agricoltura, il giardinaggio, il trattamento degli spazi urbani e nel nostro Paese viene irrorato con disinvoltura su campi e giardini: è il diserbante più usato da noi. Non dobbiamo infatti metterlo solo in relazione all'uso degli Ogm, pur ricordando che la Monsanto commercializza soia, mais, cotone e colza Roundup Ready tolleranti applicazioni dell'erbicida e che rappresentano la gran parte della superficie mondiale geneticamente modificata.
 "Che il Glifosato faccia male alla salute dell'uomo e dell'ambiente, che si accumuli nei cibi e nell'acqua, lo sappiamo da anni e da anni combattiamo contro questo e gli altri pesticidi, spacciati per innocui", dichiara il presidente di Aiab Vincenzo Vizioli. "Ora anche le agenzie delle Nazioni Unite (lo IARC fa parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità) indicano vari principi attivi come potenzialmente lesivi della salute in forma grave. Lo studio dello IARC non solo riporta la 'probabile cancerogenicità' del Glifosato, ma rileva la correlazione fortissima con danni riscontrabili sul Dna umano: molti lavoratori esposti hanno sviluppato una alta vulnerabilità al linfoma non Hodgkin".
"La chimica nelle campagne significa la chimica nel piatto: ora spetta all'Unione europea trarre le conclusioni sul Glifosato e sugli altri quattro pesticidi che sono ritornati di prepotenza sul banco degli accusati dopo lo studio riportato da Lancet quattro giorni fa: Diazinon, Malathion, Parathion, Tetraclorvinfos. Queste sostanze vanno bandite dalle nostre campagne e dai nostri giardini. L'agricoltura biologica dimostra che se ne può fare a meno con facilità e vantaggi per tutti".
Le reazioni della Monsanto non si sono fate attendere: in un comunicato rilasciato dalla multinazionale dell'agroindustria, si legge che quella dello IARC è "scienza spazzatura" di un "ente senza potere regolatorio". "Una reazione arrogante e violenta", la definisce Luca Colombo, segretario generale di Firab, la Fondazione per la ricerca nel biologico. "Dobbiamo aspettarci un grande lavoro delle lobby a Bruxelles per evitare che il loro prodotto di punta venga danneggiato dalla ricerca libera. Per questo occorre una mobilitazione dell'opinione pubblica, degli agricoltori e dei consumatori per fare in modo che il dossier aperto dallo IARC venga affrontato dalle autorità nazionali e comunitarie il prima possibile".

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