Agricoltura, cibo e clima


A Città di Castello (Pg) dal 3 al 5 novembre, tre giorni di convegni, laboratori, mostre per capire come allungare il passo della conversione ecologica verso modi più sostenibili di affrontare questi tre ambiti fondamentali della nostra vita

A un anno dall’EXPO di Milano e dal vertice sul clima di Parigi – si legge nella presentazione dell’iniziativa - la Fiera delle Utopie concrete 2016 discuterà come accelerare la conversione ecologica in Italia in tre campi d’azione chiave: agricoltura, cibo e clima. In tutti tre gli ambiti i percorsi sono ben delineati. Non si tratta più di capire dove vogliamo andare ma di come allungare il passo.
Che cosa impedisce alle culture politiche tradizionali dominanti, ma anche al discorso pubblico in generale di riconoscere l’urgenza ma anche le opportunità di una conversione ecologica dell’economia, del lavoro, della gestione dei territori e delle città? Agricolture, cibo e clima saranno i tre temi per capire meglio come rimuovere gli ostacoli alla conversione ecologica e come fare della sostenibilità il valore guida dell’economia e della società.
L’agricoltura fa mangiare, si prende cura del territorio, ha dato forma al nostro paesaggio ed è la base della nostra cultura. Questa centralità deve essere riaffermata nel segno e a favore di un’agricoltura innovativa, sana, multifunzionale e vicina alla natura, a favore della sovranità alimentare, dell’economica rurale e delle opportunità per i giovani. La Fiera delle Utopie Concrete 2016 rivolgerà l’attenzione sulla sfida di conversione verso un’agricoltura ecologica economicamente e socialmente sostenibile.
Il cibo è da considerare un diritto umano universale e non una merce. La lotta allo spreco alimentare, la promozione di modelli alimentari sani e della sovranità alimentare, nel rispetto dell’ambiente globale e locale contribuiscono all’eliminazione della fame nel mondo e alla salute delle cittadine e dei cittadini nei paesi ricchi. Riprenderemo quest’anno il discorso sulle mense biologiche insieme a quello sullo spreco alimentare.
L’uscita dal carbone, dal petrolio e dal metano entro la metà del secolo è impegno consensuale della comunità internazionale. Siamo alla fine dell’inizio dell’uscita dall’era fossile, però manca un dibattito pubblico sui possibili percorsi locali verso un territorio al 100% rinnovabile. Al contempo gli effetti dei cambiamenti climatici si faranno sentire per i prossimi anni e decenni. La Fiera delle Utopie concrete rivolgerà la sua attenzione sulla necessità di adattamento nel settore agrario sulla base degli scenari di impatti climatici prevedibili.
Oltre alle parole, la Fiera di quest’anno si avvicinerà anche con forme artistiche alle tematiche trattate proponendo una vasta gamma di eventi durante tutta la manifestazione

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